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Due continenti per SKA. L’Italia coinvolta sia sul piano scientifico che industriale

I paesi promotori del progetto SKA hanno scelto il sito della più grande rete di radiotelescopi mai progettata. In Sud Africa dovrebbero andare 2500 radiotelescopi a parabola per media frequenza e in Australia 280 stazioni per antenne a bassa frequenza


“Non possiamo che accogliere con soddisfazione che la scelta sia stata fatta – ha dichiarato il Presidente dell’INAF, Giovanni Bignami – SKA è un progetto dalla grande valenza scientifica e tecnologica, estremamente innovativo e che permetterà di raggiungere obiettivi di conoscenza oggi non possibili. La comunità scientifica italiana, che l’INAF rappresenta, è fortemente coinvolta in questo grandioso progetto e la radioastronomia italiana è ai vertici mondiali. In prima fila anche le imprese italiane, con le loro capacità tecnologiche e innovative che le pongono tra le aziende leader a livello internazionale. Deciso il dove – conclude Bignami – è ora di passare al fare senza altri indugi”.
Questo quanto espresso dal Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica che rappresenta l’Italia nel ristretto gruppo dei paesi promotori del progetto (Australia: Department of Innovation, Industry, Science and Research; Canada: National Research Council; China: National Astronomical Observatories, Chinese Academy of Sciences; Italy: National Institute for Astrophysics; New Zealand: Ministry of Economic Development; Republic of South Africa: National Research Foundation; The Netherlands: Netherlands Organisation for Scientific Research; United Kingdom: Science and Technology Facilities Council) e che oggi hanno finalmente scelto il sito dove verrà realizzato SKA, lo Square Kilometer Array. Un rete di antenne di radioastronomia che si dispiegherà su due continenti, quello oceanico, in Australia, e quello africano, in Sud Africa.
Nel comunicato ufficiale si afferma che la maggioranza dei membri della “SKA Organization” erano favorevoli all’idea di un duplice sito per lo Square Kilometre Array, forti anche delle conclusioni dello SKA Site Advisory Committee, che nel suo rapporto ha indicato entrambi i siti in lizza adatti ad ospitare il radiotelescopio, evidenziando per ciascuno vantaggi e svantaggi, riconoscendo come sito migliore il Sud Africa, ma consigliando di ripartire il progetto tra i due siti.
La realizzazione del progetto si svolgerà in due fasi. La prima, il cui avvio è previsto nel 2019, vedrà la costruzione della maggior parte delle antenne in Sud Africa e la loro integrazione con quelle, già presenti, di MeerKAT, la rete di antenne radioastronomiche in avanzata fase di realizzazione nella regione del Karoo. Altre antenne verranno aggiunte alla rete di radioricevitori di ASKAP, la controparte australiana di MeerKAT, insieme al primo gruppo di ricevitori per segnali a bassa frequenza. La seconda fase vedrà l’installazione in Sud Africa di tutte le antenne e i ricevitori per segnali di media frequenza, mentre il rimanente sistema di ricezione dei segnali in bassa frequenza verrà installato in Australia.
La configurazione finale vedrebbe l’installazione di 2500 antenne paraboliche per media frequenza in Sud Africa e di 280 stazioni (di circa duecento metro di diametro ciascuna) per antenne con sensori a bassa frequenza in Australia. Questa configurazione garantirà la valenza scientifica a regime e, per la prima fase, permetterà aspetti scientifici e tecnologici migliorativi del progetto stesso.
Francesco Rea per Media Inaf


(29-05-2012 16:03)



 
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