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In Umbria, quattro cluster tecnologici nazionali strategici per lo sviluppo

“L’Umbria si inserisce a pieno titolo nel processo innovativo per la costituzione e valorizzazione di quattro dei nove cluster tecnologici nazionali, nelle aree strategiche della Chimica verde, dell’Aerospazio, delle Scienze della vita e dell’Agrifood”


L’assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi, illustrando insieme all’assessore alle Politiche agricole Fernanda Cecchini le finalità e le iniziative con cui la Regione Umbria sosterrà la nascita e lo sviluppo dei cluster tecnologici nazionali individuati dal Ministero dell’Istruzione, Università e ricerca (“Miur”), ha sottolineato: “L’Umbria si inserisce a pieno titolo nel processo innovativo per la costituzione e valorizzazione di quattro dei nove cluster tecnologici nazionali, nelle aree strategiche della Chimica verde, dell’Aerospazio, delle Scienze della vita e dell’Agrifood, proponendosi nella rete nazionale con la progettualità e la capacità di innovazione e competizione delle sue imprese e delle strutture di ricerca che hanno già saputo fare sistema”. L’avviso del “Miur” fissa al 28 settembre prossimo la scadenza per la presentazione del progetto di cluster, ognuno corredato da 4 progetti di ricerca industriale (con investimento fino a un massimo di 12 milioni di euro), e da una lettera di intenti delle Regioni di riferimento in cui si manifesti l’interesse a sostenere anche finanziariamente attività complementari e funzionali allo sviluppo dei cluster, per la successiva valutazione ed eventuale finanziamento attraverso Accordi di programma tra il “Miur” e le Regioni interessate.
“La Giunta regionale dell’Umbria, con una delibera approvata martedì 18 settembre 2012 – ha detto Riommi – ha confermato la sua adesione, in coerenza con la programmazione e gli strumenti operativi di cui si è dotata. È uno dei valori aggiunti dell’iniziativa con cui l’attuale Governo ha attivato una nuova fase di politica industriale – ha aggiunto – concentrandosi su pochi grandi cluster nazionali, tra cui saranno ripartiti i 363 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero. Risorse ancora limitate a fronte degli investimenti che vengono fatti in altri Paesi europei per l’innovazione del sistema economico e lo sviluppo della ricerca industriale, ma che rappresentano comunque un segnale positivo, favorendo prospettive di sviluppo anche in termini occupazionali”.
Entrando nel dettaglio dei quattro cluster tecnologici per i quali in Umbria già si è avviato il processo di costituzione, l’assessore Riommi si è soffermato in particolare sul cluster della chimica verde, che coinvolge importanti imprese che operano sul territorio, i Poli di innovazione dei materiali speciali e della genomica, Università di Perugia e Assindustria Terni “con un risultato più ampio delle attese che avvalora la scelta della ‘green economy’ come uno degli assi portanti delle politiche di sviluppo regionali. L’area di Terni – ha detto – potrebbe divenire centro di riferimento nazionale della chimica verde dei materiali, con un’ulteriore qualificazione del Polo chimico ternano”.
Di altrettanto rilievo strategico per l’Umbria le aree tematiche dell’Aerospazio e delle Scienze della vita, nelle quali – ha ricordato Riommi – l’Umbria è in grado di concorrere con le esperienze già maturate da gruppi di imprese e centri qualificati di ricerca.
L’assessore alle Politiche agricole Fernanda Cecchini ha sottolineato la “capacità del mondo agricolo di raccogliere la sfida a far sistema, valorizzando l’eccellenza e la qualità delle produzioni agroalimentari. Una sfida – ha spiegato – che nel caso della costituzione del cluster Agrifood è stata raccolta da alcune delle imprese umbre più importanti, con l’interesse a partecipare manifestato anche dalla multinazionale Nestlè, le quali hanno messo a punto un progetto nell’ambito della nutrizione e salute, insieme alle Università di Perugia e Camerino e altri partner scientifici, tra cui il Parco 3A”.
“Una capacità di innovare riconosciuta anche da Federalimentare, che insieme al consorzio Aster, fa parte dell’organismo di coordinamento del cluster Agrifood – ha detto l’assessore Cecchini – e che la Regione sostiene attraverso una delle misure del Programma di sviluppo rurale, la 124, con oltre 19 milioni di euro destinati alle innovazioni di processo e di prodotto”.
Nel corso della conferenza-stampa, l’assessore Riommi ha inoltre illustrato i prossimi passaggi per la rimodulazione dell’Accordo di programma per la disciplina degli interventi di reindustrializzazione delle aree di crisi della “Antonio Merloni”, alla luce della nuova situazione determinatasi dopo la cessione dei complessi produttivi di Umbria e Marche a J&P industries. “Nel confronto con le Regioni Umbria e marche – ha detto – il Ministero dello Sviluppo economico ha dato il via libera per la stipula del nuovo accordo, confermando le risorse nazionali pari a 35 milioni che in origine erano destinate prioritariamente all’acquisizione dell’azienda e che ora vengono riservate tutte allo sviluppo e alla diversificazione dei sistemi produttivi regionali, con una maggiore intensità di aiuto per quelle imprese che assumeranno una quota stabilità di cassintegrati della ex Merloni”. Per quanto riguarda gli stanziamenti regionali, l’Umbria conferma lo stanziamento di 37 milioni di euro, “in parte già impegnati per misure di accompagnamento”, cui ha aggiunto un ulteriore milione di euro “attinto alle risorse derivanti dalle dismissioni patrimoniali e destinato a favorire con percorsi formativi e bonus occupazionali la ricollocazione in imprese di tutta la regione dei lavoratori ex Merloni”.


I cluster tecnologici nazionali
La Regione Umbria manifesterà al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca l’impegno a sostenere anche finanziariamente, tramite specifici accordi di programma, attività e interventi integrativi e complementari per lo sviluppo e il potenziamento dei “cluster” tecnologici nazionali nei settori di Chimica verde, Aerospazio, Scienze della vita e Agrifood, in coerenza con le strategie di sviluppo e gli strumenti programmatici e operativi regionali.

Cluster tecnologico nazionale Chimica Verde
La Giunta regionale ha stabilito di essere partecipe della costituzione anche facendosi “promotore” nei riguardi delle altre Regioni interessate e degli operatori pubblici e privati al fine di acquisirne le eventuali adesioni e collaborazioni. L’area di Terni potrebbe quindi avere l’opportunità di divenire uno dei principali – se non il principale – centro di riferimento nazionale della chimica verde dei materiali, con concrete prospettive di sviluppo di attività di ricerca che potranno validamente contribuire a qualificare il Polo chimico ternano.
A tal fine sono state attivate o previste:
attività di trasferimento tecnologico e studi di fattibilità dei Poli di innovazione: in seguito al bando per la costituzione dei Poli di innovazione in Umbria, che ha previsto tra le aree tecnologiche quella dei Materiali speciali e micro e nano tecnologie, è stata costituita la società consortile Pumas che ha già richiesto l’adesione al Cluster e ha presentato un programma triennale di attività per oltre 3 milioni e 600mila euro, che prevede specifiche iniziative legate al trasferimento tecnologico e studi di fattibilità propedeutici alla realizzazione di programmi di ricerca e sviluppo.
Sostegno ad attività di ricerca e sviluppo sulle tematiche previste dal cluster: nel programma di politica industriale per il 2012 è prevista l’emanazione di un bando per il finanziamento di programmi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale con una dotazione di 10 milioni di euro.
Realizzazione centro di ricerca sulla chimica verde e green economy presso il Polo chimico di Terni: la Giunta Regionale ha previsto l’utilizzo delle risorse della legge regionale 14/97 Fondo per l’occupazione a favore di interventi destinati alla reindustrializzazione del Polo Chimico di Terni tra cui spicca l’acquisizione di immobili da destinare alla realizzazione di un centro di ricerca sulla Chimica Verde e sostenibile e risorse aggiuntive, nel limite di un milione di euro, per rafforzare la dotazione finanziaria di strumenti di intervento, bandi e progetti coerenti con la finalità di sviluppo industriale sulle stesse tematiche.


Cluster tecnologico nazionale Aerospazio
Il cluster registra un consistente interesse delle imprese umbre che hanno dato vita al Polo dell’Aerospazio, il quale raggruppa 29 tra imprese che vantano significative esperienze e competenze industriali con un fatturato aggregato che raggiunge i 500 milioni di euro e oltre 2500 addetti diretti.
Nel caso del cluster dell’aerospazio le misure integrative e complementari sono riferite a:
Attività di trasferimento tecnologico e studi di fattibilità dei poli di innovazione: è stata costituita la società consortile Polo Meccatronica con una specifica caratterizzazione sui temi dell’Aerospazio e dell’automotive che ha presentato un programma triennale di attività che prevede interventi per oltre 4 milioni di euro.
Sostegno ad attività di ricerca e sviluppo sulle tematiche previste dal cluster.
Programmi di internazionalizzazione: la Regione ha finanziato e finanzierà nell’ambito del Fondo di Sviluppo e Coesione specifici programmi finalizzati alla proiezione internazionale delle imprese aderenti al Polo dell’Aerospazio umbro.

Cluster tecnologico nazionale Scienze della Vita
Il processo di costituzione è caratterizzato da uno spiccato interesse di imprese, centri di ricerca ed Università dell’Umbria oltre che del Polo regionale della genomica, che ha già richiesto l’adesione al Cluster nazionale e ha presentato un programma triennale di attività che prevede specifiche iniziative per oltre 4 milioni di euro legate a programmi di trasferimento tecnologico e studi di fattibilità propedeutici alla realizzazione di programmi di ricerca e sviluppo.
Programmi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale
Progetto Cofund (I-Move) operativo nell’ambito delle Scienze della Vita, di cui è stata ottenuta l’ammissione a contributo da parte della Commissione Europea nel corso del 2011. Il progetto, del valore di oltre 4 milioni di euro, favorisce la mobilità internazionale dei ricercatori verso imprese e centri di ricerca dell’Umbria sia quella di ricercatori umbri che intendano perfezionare esperienze all’estero su temi strettamente connessi all’area tecnologica e di ricerca delle Scienze della Vita;
A sostegno dei tre cluster saranno inoltre impiegate anche le risorse di
Bando assegni di ricerca: pubblicato nel luglio scorso, con priorità alle imprese aderenti ai Poli di Innovazione che ospiteranno laureati, dottori e dottorandi di ricerca per la realizzazione di specifici progetti.

Contratti di ricerca presso le Università nell’ambito dell’Asse Capitale umano del Por “Fse”.
Cluster tecnologico nazionale Agrifood
L’azione del Cluster dovrà mirare allo sviluppo di linee progettuali relative a Nutrizione e Salute, sicurezza alimentare, processi produttivi innovativi e qualità degli alimenti, sostenibilità.
La Regione Umbria ha già sviluppato importanti iniziative di animazione e confronto con le rappresentanze delle imprese agricole ed agroalimentari e il mondo della ricerca in ambito regionale, con la disponibilità a promuovere azioni funzionali agli obiettivi del cluster, tali da incoraggiare il coinvolgimento del sistema regionale, sia produttivo che della ricerca, nel cluster nazionale;
Una aggregazione di imprese umbre ha presentato agli organi di coordinamento del Cluster nazionale Agrifood una proposta progettuale sulla Qualità per l’Industria Alimentare Mediterranea (Q-AIM) che si pone l’obiettivo, in partenariato anche con Università e strutture di ricerca, di fornire soluzioni innovative per produrre alimenti di elevata qualità che siano caratterizzati da una spiccata connotazione tradizionale e tipica, rifacendosi al modello alimentare mediterraneo. I settori di pertinenza del progetto sono cerealicolo/industria molitoria, oleicolo, vitivinicolo, mangimistico, altri settori legati a tipicità e tradizioni alimentari (con particolare riferimento al tartufo).
La proposta è stata valutata dall’organo di coordinamento del Cluster nell’ambito delle 276 proposte presentate, per un importo complessivo di circa 135 milioni di euro, ed è stata collocata nell’ambito delle 99 proposte oggetto di una prima preselezione, nella linea tematica Nutrizione e salute. Nel corso dell’incontro tecnico svolto lo scorso 6 settembre al Cnr di Bologna, è stata inserita tra quelle che dovranno essere oggetto di rimodulazione in relazione alla disponibilità finanziaria prevista dall’avviso e in funzione della presentazione al Miur di una proposta organica strutturata entro i termini del 28 settembre 2012.


Rimodulazione accordo di programma
La rivisitazione dell’Accordo di programma sottoscritto il 19 marzo 2010 tra il Ministero dello Sviluppo Economico e le Regioni Marche, Umbria ed Emilia Romagna per la disciplina degli interventi di reindustrializzazione delle aree coinvolte dalla crisi del Gruppo Antonio Merloni allo scopo di tutelare l’apparato industriale esistente nelle aree di crisi e assicurare il rilancio delle attività produttive, salvaguardando l’occupazione dei lavoratori anche dell’indotto, si è resa necessaria per la nuova situazione che si è determinata con la cessione in continuità aziendale dei complessi produttivi di Umbria e Marche a J&P Industries Spa della ex Antonio Merloni e la rilevante presenza di lavoratori rimasti in carico all’azienda in amministrazione straordinaria che ad oggi si stimano in circa 1.500 unità.
Il nuovo accordo, che sarà sottoscritto nei prossimi giorni, dovrà garantire pertanto il riassorbimento del maggior numero possibile di personale diretto attualmente in cassa integrazione straordinaria, sostenere il rilancio delle piccole e medie imprese dell’indotto e favorire la piena utilizzazione degli stabilimenti produttivi della “Antonio Merloni”, con particolare riferimento alla quota parte dello stabilimento di Gaifana oggetto del diritto di opzione alla vendita o alla locazione concesso dalla società J&P Industries a Invitalia a fronte dell’impegno ad assumere almeno il 25% della nuova forza lavoro tra i cassaintegrati Merloni. Il nuovo accordo consentirà l’incremento fino al 75% della copertura finanziaria degli investimenti proposti da imprese a valere su progetti finanziati nell’ambito della legge 181/89 che prevedano l’assunzione di almeno il 25% degli addetti tra i cassaintegrati ex Merloni. La quota di assunzioni richiesta sale al 50% nel caso di investimenti finanziati dalla legge 181 da parte di imprese che intendono insediarsi nell’immobile ex Merloni di Gaifana.
Per quanto riguarda le misure regionali, vengono confermate le azioni di politica attiva del lavoro previste dal “Progetto Merloni” proposto dalla Regione Umbria al finanziamento del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), in sinergia con lo strumento di agevolazione agli investimenti produttivi, e le azioni di sostegno e sviluppo dell’indotto industriale, in parte già attivate, con vari interventi rafforzati con il recente ulteriore stanziamento di 1 milione di euro destinato a bonus occupazionali (600mila euro) e al rafforzamento finanziario della dotazione di bandi e misure nei 17 comuni umbri dell’area di crisi.


(24-09-2012 18:20)



 
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