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La community della ricerca, Innovitalia

La piattaforma Innovitalia è stata presentata alla Farnesina dal ministro degli Esteri Giulio Terzi e dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo il 4 ottobre scorso. Sarà un aggregatore di idee e opportunità di ricerca e innovazione


Nasce la piattaforma “Innovitalia”. D’ora in poi scienziati e ricercatori potranno condividere idee, informazioni, programmi e opportunità. La piattaforma informatica, accessibile anche da telefoni e tablet, è stata presentata alla Farnesina dal ministro degli Esteri Giulio Terzi e dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. “Questo strumento informatico -- hanno spiegato -- dà vita a un nuovo tipo di rete”. Nel nuovo “spazio virtuale si potranno discutere progetti che offrono la possibilità di importanti ricadute produttive, e sensibilizzare le istituzioni sui temi che stanno a cuore alla nostra comunità della conoscenza”.
Innovitalia è articolata in un forum, in aree di discussione tematiche, contiene una banca dati e una sezione di informazioni su eventi, convegni, manifestazioni, programmi e opportunità professionali nell’ambito della ricerca scientifica e dell’innovazione.
Sottolineando come il Consiglio dei Ministri si appresti a discutere di Agenda digitale, i due esponenti del governo hanno messo in evidenza che lo strumento è utile sia “per fare ricerca che per fare impresa”. “Innovitalia è un aggregatore delle varie esperienze maturate dalla nostra comunità scientifica all’estero ed è nato per metterle al servizio dell’Italia”.
Il ministro Profumo, in particolare, intervistato da MEDIA INAF su quale opportunità di lavoro possa anche rappresentare per i ricercatori la comunity Innovaitalia, si è detto convinto che il mercato del lavoro, soprattutto nell’ambito scientifico, ormai opera in un ambito globale: “Questi tipi di piattaforma hanno come elemento prioritario – sottolinea il ministro – persone che sono della stessa area o hanno gli stessi interessi scientifici. E da questi contatti nascono poi progetti e opportunità di lavorare insieme. Il modello un po’ industriale che ci siamo fatti di una ricerca che si fa in un laboratorio è un modello di un altro millennio che non esiste più. Oggi le grandi ricerche – aggiunge Profumo – si fano con modalità che non sono solo quelle tradizionali, con laboratori congiunti che sono quasi sempre non più seriali ma di tipo parallelo”.
Al progetto ha contribuito la Società CrowdEngineering, che ha messo a disposizione gratuitamente le sue competenze tecnologiche e know-how ed elevatissima professionalità e Rai Educational che ha realizzato l’app per dispositivi mobili.
Francesco Rea per Media Inaf


(08-10-2012 20:22)



 
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