Salute ~ Ambiente Sport ~ Società Beni culturali ~ Patrimoni edilizi Imprese ~ Economia Scuola ~ Università Turismo ~ Enogastronomia Innovazione Tecnologica Virtual Poleis
 
Salute
Ambiente
Sport
Società
Beni culturali
Patrimoni edilizi
Imprese
Economia
Scuola
Università
Turismo
Enogastronomia
Archivio | Archives
 


Taglio del nastro al Centro Ricerche “Il Pischiello” ART, Advanced Research Technologies

Una cinquantina di ingegneri e tecnici, molti dei quali umbri, impegnati nella progettazione ed industrializzazione di componenti e sistemi avanzati per settori altamente tecnologici: è la sintesi ideale tra eccellenza dell’impresa e qualità del terri

Dall’automotive allo spazio; dal settore ferroviario a quello della difesa, fino all’aeroportuale. Sono molteplici i campi di applicazione verso i quali si muove l’attività del Centro Ricerche “Il Pischiello”.
Un polo tecnologico all’avanguardia, che ha la sua sede nel settecentesco omonimo borgo situato nel comune di Passignano sul Trasimeno. Il Centro è stato inaugurato questa mattina alla presenza delle massime autorità umbre, oltre che dei responsabili, tecnici, ricercatori e rappresentanti del mondo accademico che con esso collaborano.
Il Sindaco di Passignano, Claudio Bellaveglia, ha aperto la cerimonia d’inaugurazione: «Oggi – ha detto - è un giorno storico per la comunità di Passignano che vede riaprirsi un libro che sembrava definitivamente chiuso, quello dello sviluppo occupazionale. L’inizio di un’avventura importante non solo per il Trasimeno».
Cos’è oggi il Pischiello? Cinquemila metriquadrati restaurati da luglio 2008 ospitano la ART (Advanced Research Technologies) presso la quale operano circa cinquanta ingegneri e tecnici, molti dei quali umbri, impegnati nella progettazione ed industrializzazione di componenti e sistemi avanzati per settori altamente tecnologici.
«Il progetto e la realizzazione del Centro – come ricordato da Giancarlo Luigetti Amministratore unico della ART e leader della cordata di imprenditori che hanno ideato il progetto – nascono da lontano e si fondano sulla visione iniziale di costruire un luogo di confronto e aggregazione tra ricercatori provenienti dall’Università e dall’Impresa in un contesto ambientale che favorisse la generazione di idee fortemente innovative. Il Pischiello possedeva tutti i requisiti per diventare quel luogo. E se oggi siamo qui – ha aggiunto commosso – significa che l’intuizione era giusta».
Un disegno subito condiviso dalle istituzioni pubbliche e private del territorio, che hanno creduto nelle potenzialità del progetto come opportunità di crescita e sviluppo per tutto il territorio, come ricordato anche dalla presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, intervenuta all’inaugurazione. «Di Luigetti – ha affermato – mi è sempre piaciuta la ‘ruvida sobrietà’. La sua passione di uomo e imprenditore fortemente legato alle sue radici umbre, ma proiettato verso il futuro. Dentro le tecnologie che all’interno di questo Centro vengono sviluppate c’è tutto lo spirito umbro e credo molto nella visione di crescita della nostra regione che è qui rappresentata».
E’ stato il Preside della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia, Gianni Bidini, ad illustrare gli stretti rapporti tra il Centro e il mondo accademico, evidenziando il problema della formazione delle risorse umane, ancora troppo scarse per le attuali richieste del mercato.
Domenico Bordone e Luca Rosselli, rispettivamente responsabile e direttore del Comitato Tecnico Scientifico (CTS), hanno spiegato il ruolo di questo organismo: «La ‘zona’ aziendale – è stato detto – più innovativa, dove si concretizza il trasferimento tecnologico, formato da un settore permanente e da uno attivabile in funzione delle esigenze interne e del mercato».
Nella mattinata si sono susseguiti gli interventi di Giancarlo De Angelis, Direttore commerciale Cts, Sante Andreoli, Direttore tecnico Cts e Saverio Cacopardi, Direttore dipartimento Ingegneria elettronica informatica dell’Università di Perugia. Era presente il Presidente di Confindustria di Perugia Antonio Campanile.

Centro di ricerche “Il Pischiello”, dal sogno al business
Anni fa, un gruppo di imprenditori, operanti nel comparto delle produzioni ad alta tecnologia rivolte al settore automotive, individuò nel BORGO “IL PISCHIELLO” a Passignano sul Trasimeno, il luogo ideale per realizzare un centro di ricerca avanzata a supporto del proprio business.
La villa costruita nel ‘700 dalla nobile famiglia dei marchesi Bourbon del Monte di Sorbello, costituisce il baricentro di un ampio ed articolato borgo nel quale venivano svolte lavorazioni di trasformazione alimentare, falegnameria, forgia del ferro ed ospitate le famiglie dei contadini e degli addetti alle lavorazioni.
Da decenni l’intero complesso residenziale versava in condizioni fatiscenti avendo subito l’usura del tempo oltre che frequenti e profonde razzie di mobili, arredi e strumenti.
Fin da quando ne venne a conoscenza, Giancarlo Luigetti, leader della cordata di imprenditori, concepì il sogno di restituire quel borgo all’antico fasto ponendolo in condizione di interpretare e sviluppare la più impegnativa missione di centro di ricerca e tecnologia avanzata, con particolare, ma non esclusivo, riguardo al comparto automotive della Formula 1.
Il progetto e la realizzazione del Centro si fondano sulla visione iniziale di costruire un luogo di confronto e aggregazione tra ricercatori provenienti dall’Università e dall’Impresa in un contesto ambientale che favorisse la generazione di idee fortemente innovative.
Il Pischiello possedeva tutti i requisiti per diventare quel luogo.

Il Pischiello ed il territorio
La tenuta del Pischiello, trae origine da un latifondo e da progressive acquisizioni attuate, sulle colline del Trasimeno, tra il XV e il XVII sec. dalla famiglia dei marchesi Bourbon di Sorbello, una delle più antiche e facoltose dell’aristocrazia italiana.
La villa, costruita nel ‘700, costituisce il baricentro di un ampio ed articolato borgo ove venivano raccolti i prodotti della terra. All’interno dell’opificio, si frangevano le olive, venivano immagazzinati e moliti i cereali e vinificate le uve; il borgo ospitava anche una falegnameria, la bottega del fabbro ove si forgiava il ferro, le case dei contadini e degli addetti alle lavorazioni ed una chiesa.
L’intelligenza creativa e l’impegno diretto del fondatore consentirono un poderoso sviluppo delle attività di trasformazione dei prodotti agricoli, realizzate attraverso processi fortemente verticalizzati che garantivano autonomia produttiva all’intero borgo.
Gli obiettivi produttivi venivano realizzati in un contesto ambientale di rara e studiata bellezza ottenuta attraverso gli equilibrati rapporti prospettici, il sapiente raccordo con i terrazzamenti, il parco, i percorsi alberati che rendono, ancor oggi, l’intero complesso compenetrato nella campagna circostante. Un lunghissimo e monumentale viale di cipressi connette la proprietà al lago.
Tale ragguardevole bellezza non né impedì il completo abbandono negli anni ‘50 ed il conseguente e progressivo degrado ad opera del tempo e delle frequenti razzie di mobili ed arredi.
La superficie coperta del borgo è di circa 13.000 mq che insistono su un’area complessiva di ca. 220.000 mq.

Il centro oggi
Il disegno strategico degli imprenditori è stato, fin dalla prima enunciazione, condiviso dalle massime istituzioni pubbliche e private del territorio, come testimonia l’accordo di programma sottoscritto, nell’ormai lontano maggio 2004, tra Regione dell’Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Passignano S.T., Università di Perugia, Comunità Montana, Sviluppumbria, Umbria Innovazione, Soprintendenza Beni APSAD e come confermano le tante relazioni e collaborazioni intessute con le aziende umbre del comparto con l’apporto competente e prezioso di Confindustria Umbra che vede nelle nuova iniziativa una grande opportunità per l’intero territorio.
Nel 2005 sono stati avviati i lavori di restauro frazionando la superficie complessiva di 13.000 mq in tre lotti: l’opificio e la casa del fabbro; il restante borgo con la chiesa canonica; la villa padronale e gli annessi.
Il primo lotto, di circa 5.000 mq è stato interamente restaurato ed ospita l’attuale insediamento del Centro; il secondo lotto, di circa 3.500 mq, è in fase di restauro ed è destinato ad ospitare ricercatori provenienti dall’intero continente europeo.
I lavori di consolidamento del terzo lotto, destinato ad attività di ospitalità e formazione, avranno inizio nel 2009.

Da luglio 2008 il Pischiello è sede della ART (Advanced Research Technologies) presso la quale operano ingegneri e tecnici impegnati nella progettazione ed industrializzazione di componenti e sistemi avanzati.

Il personale tecnico e manageriale proviene, prevalentemente, dall’Ateneo di Perugia e dal mondo dell’industria automobilistica, la cui esperienza e professionalità è riconosciuta e ricercata dalle imprese del comparto: tutte le scuderie di Formula 1 ricorrono alle soluzioni tecniche messe a punto dalla squadra del Pischiello.

In fatti, ART è il risultato di una lunga partnership con due spin-off universitari, Digilab 2000 e Wis , con esperienze nel settore dell’elettronica digitale e della radio frequenza, e di un’azienda che da anni si occupa di assemblaggio schede e cablaggi, la MB elettronica ( ART si compone di 60 ingegneri R&D - si stima che per il 2009 raggiungerà le 100 unità lavorative - e 70 operai, addetti alla produzione);

Il connubio tra le consolidate competenze tecniche ed imprenditoriali e quelle di ricerca universitaria, consentono ad ART di ampliare il proprio campo di azione dalla Formula 1 ad altri settori altamente tecnologici quali: lo spazio, il ferroviario, la difesa e l’aeroportuale.

In assoluta coerenza con la visione strategica del Centro di Ricerca “Il Pischiello”, ART, fa convergere ed integra attività di ricerca ed innovazione con quelle più tipicamente industriali, mettendo a disposizione una struttura verticalizzata in grado di fornire alle aziende studi di fattibilità, progettazione, prototipazione rapida, industrializzazione, serie prototipali, produzione o supporto alla stessa, assistenza post-vendita, oltre a servizi di training, tutoring, body renting, recruiting di nuove risorse per i Clienti.


Oggi ART è in grado di supportare le richieste del mercato nel campo delle applicazioni:

a) Automotive, legate ai sistemi di sicurezza, dell’infomobilità e dell’infotainment
b) Agricoltura, con sistemi di Precision Farming per il controllo automatico e di precisione delle lavorazioni agricole
c) Ferroviario, legate ai sistemi di sicurezza e di frenatura dei treni
d) Aeroportuale, per il controllo delle comunicazioni a terra dei vari veicoli operanti nel perimetro aeroportuale
e) Aerospaziale, per lo sviluppo di sistemi avionici e controllo di assetto satellitare
f) Digital Signage (Segnaletica Digitale), commercializzazione di sistemi modulabili che vengono progettati e sviluppati internamente.

In particolare, in qualità di partner tecnico della Magneti Marelli S.p.A., ART sviluppa e produce sistemi di acquisizione dati e di trasmissione radio per applicazioni nel campo del Motorsport, principalmente per la F1.
Basti citare prodotti quali il Flex (Fast Data Logger), che consente un’acquisizione veloce dei dati a bordo vettura F1 e il DST, sistema di telemetria radio utilizzato da molti team in F1, in grado di trasmettere un numero elevato di dati ai box in tempo reale.
Sempre nell’ambito di questa partnership, ART collabora con altri settori della Magneti Marelli per lo sviluppo di applicazioni speciali legati alla navigazione e alla strumentazione di bordo delle vetture di serie.
Importante attività nel mondo della Formula 1 è rappresentata per ART dalla partnership con la FIA (Fedération Internationale de l’ Automobile), per la quale ha sviluppato alcuni sistemi legati alla sicurezza delle competizioni sportive quali: l’ADR (Accident Data Recorder) e il Marshalling System.

Quest’ultimo, fiore all’occhiello della ART, oggi impiegato su tutte le vetture della Formula 1, è un sistema in grado di inviare, utilizzando un sofisticato sistema GPS, la posizione di ogni singola vettura sul circuito, consentendo alla Direzione Gara di individuare vetture lente, ferme o fuori pista, decidendo la tipologia della bandiera da esporre ed inviando l’informazione della stessa individualmente o a tutte le vetture per ogni settore del circuito (esempio bandiera gialla o blu). Tale segnale viene visualizzato direttamente sul volante di ogni vettura informando in tempo reale il pilota.
Il sistema è anche in collegamento con la Safety Car e con la Medical Car a cui è in grado di inviare i dati caratteristici di un incidente.
Il sistema può essere integrato con pannelli luminosi, attivabili da remoto, in grado di sostituire le tradizionali bandiere dei commissari di gara nei punti pericolosi del circuito per garantire un ulteriore grado di sicurezza.

Le ulteriori prospettive
Forte del patrimonio di competenze e relazioni di cui dispone, ART ha esteso il proprio campo di attività dando vita ad una nuova business-unit che opera nell’ambito della comunicazione dinamica multimediale: Ech(o) Solution il “Digital Signage Made in Italy”.
Ech(o) Solution nasce nel 2006 progettando sistemi integrati Hardware e Software; oggi è in grado di commercializzare sistemi di Digital Signage completamente modulabili che si adattano alle richieste di clienti sempre più esigenti che ricercano e si affidano al “Nuovo modo di comunicazione dinamica”. Questi sistemi consentono soluzione stand alone, oppure più evolute che permettono di gestire, aggiornare da remoto e visualizzare contenuti audio/video di alta qualità su gruppi di display che possono essere distribuiti in Italia e nel mondo.
Grazie allo sviluppo di questa business-unit, che sta divenendo un punto di riferimento per le applicazioni nel settore sia della Grande Distribuzione che della Pubblica Amministrazione, ART sta entrando nel mondo dei servizi attraverso progetti di comunicazione, promozione ed informazione pubblicitaria, fornendo così soluzioni “chiavi in mano” e garantendo l’innovazione tecnologica sia dei prodotti che dei servizi stessi.

Nel mondo dei programmi spaziali, ART collabora con realtà nazionali ed internazionali nella progettazione e realizzazione di apparati e sistemi satellitari per applicazioni di osservazione della terra, telecomunicazioni e strumentazioni per missioni scientifiche. Tra i vari programmi spaziali, potremmo citare la partecipazione di ART alla missione Prisma, per l’Azienda Spaziale Italiana, ed al programma Lares, nell’ ambito del nuovo lanciatore europeo Vega.
I nuovi orizzonti
Il PISCHIELLO si propone come “fucina di idee”, Centro di Ricerca Avanzata che trae forza e vigore dall’impegno e dalla competenza degli imprenditori, dalla qualità del territorio umbro, dall’alleanza tra Impresa, Università e Pubblica Amministrazione (il cosiddetto “triangolo d’oro” secondo una immaginifica espressione cara a Confindustria Perugia).
Il PISCHIELLO intende innescare circoli virtuosi che siano, al tempo stesso, centripeti e centrifughi favorendo l’attrazione di operatori nazionali ed internazionali e diffondendo, sul territorio, tecnologie, competenze, opportunità di business.
Il tutto in coerenza con la visione di Giancarlo Luigetti di realizzare, presso un antico borgo pre-industriale, un Centro di eccellenza nella ricerca e progettazione di prodotti innovativi rivolti al comparto automotive e ad altri comparti contigui ad elevata tecnologia e con la missione che l’intera squadra ART ha fatto propria di acquisire, sviluppare, consolidare e diffondere conoscenze e competenze attraverso l’interrelazione costante con i più avanzati centri di ricerca europei.